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SI VA A UN CONCERTO E CI SI PERDE

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“…C’è almeno una strada che si fa…sovrappensiero…”

E quel sovrappensiero, in una sera piovosa di aprile, sulla via Sant’Aquilina che conduce al Velvet di Rimini, sono i Bluvertigo.


L’occasione per questa reunion fuori dal tempo è l’omaggio, nel giorno del suo compleanno, a un amico e co-fondatore del locale storico della Riviera Romagnola, Thomas Balsamini, venuto a mancare un anno fa.

15 Eurini il prezzo onestissimo per una serata come questa, tanta la gente che è venuta anche da lontano per assistere a questo evento chissà se ripetibile.

Arriviamo in un parcheggio ormai pieno zeppo, all’interno il Velvet è ancora freddo e mezzo vuoto, ma bastano pochi minuti per riempirlo completamente, come succede sempre nei migliori live che si sono succeduti nel locale.


Riesco a trovare un posticino strategico in alto, sulle gradinate, era una vita che aspettavo di assistere ad un loro concerto e l’occasione si è presentata proprio nella mia Rimini, ad un passo da casa, in un “capannone magico” incastonato tra terra e mare.

Ed ecco, le luci si accendono, partono le prime note de Il nucleo, ma è solo con il secondo brano della scaletta: sono = sono che il pubblico si accende, come risvegliato da un sonno che durava ormai da troppi anni.

https://www.youtube.com/watch?v=tFlBb0xMG_U

Il tempo ha cambiato molte cose, ed anche i bluvertigo sembrano saperlo, non sono più il gruppo affiatato di un tempo, ogniuno sembra un pezzo singolo ed unico della scacchiera, con la propria strada percorsa sulle spalle: Andy con i suoi dj-set, il progetto Fluon e la pop art e Morgan diviso tra televisione, salotti e teatro nella parte dell’eterno bambino prodigio della musica amato ma anche odiato per il suo modo di essere…ma per una sera sono comunque tutti li, con la voglia di ritrovarsi e di fare buona musica e ricreare le atmosfere di un tempo ormai lontano. Morgan meno personaggio e più musicista e l’eclettico Andy nella sue veste più spiritosa e simpatica che intrattiene la folla in delirio nei “buchi” creati dai 3 cambi d’abito di Morgan.

Come ha ricordato Morgan “Questa sera i bluvertigo sono molto di più, un live come questo non l’abbiamo mai fatto” e la promessa è stata mantenuta…è tutto uno scambio di energie… di bicchieri di birra, sigarette e accendini… di stage-diving di Morgan e finti tentativi di Andy nell’imitarlo.



Il momento più sentito e commovente è stato sicuramente la dedica di Morgan su “Complicità” per Thomas e il padre di Andy scomparso non molto tempo fa, seguito da un eterno riposo per tutte le persone care che sono venute a mancare nella nostra vita, a cui hanno partecipato veramente tutti, anche una “diversamente cattolica” come me.


Il concerto termina con la canzone che ha dato il nome all’evento: “altre forme di vita” (una delle mie preferite…anche se devo dire il vero è difficile dire quale sia quella che non preferisco J ) e I(o)dio durante la quale…Black out…salta tutto…quello che si sente è solo la batteria che continua a scandire il ritmo e la gente che, incitata da Morgan, continua a intonare un coro incessante di I(o)dio mentre tutto intorno è gia buio, l’unica luce accesa è quella verde delle uscite di sicurezza.

Nemmeno a farlo apposta sul mio profilo FB, prima che iniziasse il concerto avevo scritto


L’inizio come la fine…e mentre l’adrenalina è ancora in circolo mi godo il dj-set rock del C.I.A.S. (Collettivo Inshallah Alternative sound) prima del bombolone alla nutella delle 4 del mattino.

Ed ecco la scaletta della serata:

Intro+ Il Nucleo

Sono = Sono

Il mio malditesta

Lsd la sua dimensione

Vertigoblu

Complicità

Decadenza

Cieli Neri

Sovrappensiero

L’assenzio

La crisi

Troppe emozioni

Idea platonica

Fuori dal tempo

Zero

Altre forme di vita

Iodio


Grazie Bluvertigo, musica ad alto livello…speriamo in una vostra re- reunion non ci fate aspettare troppo!

Si ringrazia il sito metamorgan.it per le foto e i video. Pagina facebook :
https://www.facebook.com/MetaMorgan.it?ref=stream


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VIVI O SOPRAVVIVI?

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Amo il paese in cui sono nata e cresciuta, ma adoro anche il posto dove vivo ormai da 7 anni.

Mi sono trasferita sulle colline Riccionesi nel 2005, ho sempre amato il mare e fin da quando ero piccola sognavo la mia casetta in riva alla spiaggia. Sono cresciuta e quel desiderio di bambina si è sempre più concretizzato, non perdevo occasione per andare a Rimini o Riccione nel fine settimana, anche in inverno, ma non per le discoteche o i locali alla moda, ma solo per le passeggiate sulla spiaggia e per gli amici, finchè nell’ottobre 2005 ho comprato la mia casetta ma non sulla spiaggia (avevo già sperimentato l’abitare sulla costa e non mi piaceva affatto, troppe zanzare, afa e casino) ma sulle colline sopra Riccione. Chi non si è mai avventurato nell’entroterra Riminese, non può capire cosa si può vedere da sopra quelle collinette che dolcemente si tuffano nel mare, il paesaggio che è li intorno è rilassante e suggestivo, un paradiso terrestre tra il Monte Titano (San Marino) da una parte e la costa adriatica dall’altra. Un mare che cambia faccia ogni giorno: azzurro profondo nelle giornate primaverili senza nuvole, celestino d’estate quando la cappa e le nubi si interpongono tra l’alto della collina e il basso della costa, grigio nelle giornate di pioggia. A volte quando il cielo è così limpido si vedono addirittura le onde che si infrangono sulla riva e in lontananza le piattaforme petrolifere e qualche piccola barchetta.

La mattina andando a lavoro mi carico solo del paesaggio, passo in un punto dove c’è una stradina stetta in mezzo ai campi coltivati, dietro le montagne e avanti a me il profondo del mare…l’alba fa il resto…e quel paesaggio mi da la carica per affrontare una dura giornata. Al solo pensiero di lasciare questi luoghi mi viene il magone, ma forse stavolta è arrivato il momento di guardare ad altro.

 

Sto passando un momento di crisi, il titolo del mio blog ne è la dimostrazione. Fino ad ora ho cercato di disconnettere la mia mente da tutto ciò che non andava bene o che mi faceva soffrire troppo, ma non si può vivere così per sempre.

Qualche giorno fa ho dato  un concorso pubblico per tornare nel piccolo paesino dove sono nata. Mi sono detta “Vabbè lo faccio, poi quel che sarà sarà, anche se non mi dovessere prendere va bene lo stesso. Tanto sto bene qui adoro le mie colline, non le lascerei mai, quindi faccio tutto ciò solo per tenere una porticina aperta nel caso dovesse capitare qualche cosa!”

Ma non è così!!

Sono successe troppe cose negli ultimi mesi che hanno rivoluzionato tutto il mio essere e ancora sono in continua trasformazione.

Non so se quel che faccio è giusto o no, non so cosa sarò cosa sono e dove andrò, ma una cosa è certa…quel che conta di più nella vita sono gli AFFETTI!!!! La mia famiglia, i miei figli, le amiche di sempre, quelle storiche delle elementari tutte le persone care che conosco fin da quando sono bimba  e quelle che ormai non ci sono più. La mia vita è qui…

Proprio ieri il mio migliore amico mi ha detto “michè non stare così, la vita è tutta una fregatura!” e si, ha ragione è una fregatura da quando nasci e nessuno te lo ha chiesto se volevi nascere, dove e come. Il destino gioca le sue carte e ti ritrovi a vivere ciò che il destino ha messo in scena per te, tutte le scelte che fai per cambiare il destino poi si dimostrano sempre sbagliate. C’è sempre qualcosa che cambia il resto della storia, che si interpone tra quello che ti piacerebbe fare e quello che in realtà ti ritrovi a vivere. Cosa conta allora dove vivi? cosa fai? dove lavori? quanti soldi hai? se hai una mcchina o una casa o non hai niente?

Quello che fa la differenza sono gli affetti!!!!!!

La differenza tra una vita vissuta e una sopravvissuta!

 

Tent l’han tacca!!!

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Ieri un mio collega mi ha citato questa famosa espressione dialettale del film Amarcod di Fellini…tranquilli non attacca, e invece fu l’anno del nevone del 1929 dove Rimini venne sommersa dalla neve. Ecco, questo è quello che è successo anche ora, a distanzi di diversi e diversi anni…

Io abito nell’entroterra Riminese, quelle belle collinette che si stagliano sopra il mare dove vedi la costa da Gabicce a Forli…paesaggio stupendo, clima dolce (tranne qualche bufera ventosa ogni tanto), lontano dalla confusione estiva ma vicino per godersi qualche giornata di mare in tranquillità anche fuori stagione…beh, oggi il mare non si vede, a dir la verità non si vede neanche la strada di fronte casa mia perchè coperta da un cumulo nevoso bianco denso e freddo.

Odio la neve, l’ho sempre odiata, fin da bambina quando abitavo nella Valle Santa, che santa poi non è visto il clima e dove la neve era all’ordine degli inverni, mentre ora li di neve neanche l’ombra, qui da me un metro e passa.

Ieri mi sono avventuarata al lavoro, o meglio sono andata fuori orario lavorativo al Ceccarini per un summit con il signor Innovian (che altro non è che l’ingegnere che ci sta dando una mano per progettare la cartella informatizzata), pioveva che buddha la mandava e alle 13 e 30 mi sono riavventurata verso casa e man mano che salivo la situazione peggiorava: da pioggia a acqua e neve, nevischio nevicata per finire con secchiate di neve.

Lasciata la macchina in fondo alla salita di casa, visto che più in su la mia honda jazz dotata di gomme termiche non ha potuto portarmi, mi sono incamminata per quei pochi metri, a piedi, con l’aria gelida mista a neve che entrava e bruciava nei polmoni e mi chiedo come facciano gli scalatori a sopportare certe temperature perchè era come respirare fuoco!!

In sostanza dopo essere entrata in casa, tolto tutto il bagnato e riscaldata, dopo pochi minuti mal di gola e raffreddore.

Ha nevicato tutto ieri e stamattina ci siamo svegliati così

Erano giorni che dicevo che avrebbe fatto tanta di quella neve che ci avrebbe fatto rimanere a casa…ma tutti mi dicevano ma va là tent l’han tacca!