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Arrivederci…

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Il momento dei saluti è arrivato

Quando ad agosto mi avevano detto che avrei avuto il trasferimento per febbraio questi 5 mesi mi sembravano un’eternità, ma in realtà sono volati senza che nemmeno me ne accorgessi, e quindi eccoci qui,oggi è il 19 gennaio, sono le 00,15 e domani mattina è il mio ultimo turno nella Ria (Rianimazione detto in modo carino) di Riccione.

Sono passati più di nove anni da quell’ottobre 2005, quando approdai quasi per sbaglio in questa realtà, si proprio per sbaglio perché io la rianimazione l’avevo sempre odiata e snobbata, tutti quei macchinari suonanti, tubi tubetti tubicini infilati in ogni orifizio naturale o artificiale, no, non facevano proprio al caso mio, tanto meno le urgenze e le giornate frenetiche che solo un reparto di emergenza possiede, avrei preferito un repartino dove potersi sedere sul letto del nonnino di turno e farci anche una partita a scopone scientifico piuttosto che districare cavi di monitor, aspirare catarro e bestemmiare con la tecnologia….e invece proprio la rianimazione mi avevano assegnato e ricordo ancora il terrore di toccare quei corpi immobili, incoscienti e inconsapevoli di tutte quelle mani esperte che lo toccavano, lo rigiravano, lo accudivano lo salvavano.

Il tempo non ha cambiato molto il mio pensiero sulla rianimazione, che continua ad essere un reparto che a me poco si addice, amo la routine, non le sorprese di un arresto cardiaco alle 4 della mattina, ma tutti questi anni li ho passati bene perché ho incontrato voi, dei colleghi magnifici.

Molti sono ancora quelli di 9 anni fa, altri si sono aggiunti man mano negli anni, altri se ne sono andati come sto facendo io in questo momento, ma tutti mi avete dato qualcosa, una risata, un’abbraccio, una serata spensierata con davanti una birra, un turno di notte da morir dal ridere e uno da dimenticare, siete stati la mia seconda famiglia, e come in tutte le famiglie ci si vuole bene, si scherza, a volte si bisticcia anche, ma poi si torna sempre a far pace.

Non dimenticherò nessuno di voi

La Chiarina con le sue “grezze” ( figure di merda rende meglio l’idea), il thofia thofia thofia e la paura dei fantasmi.

La Laura e le sue imitazioni….e tra qualche giorno con le tette nuove.

Massimo la macchna dell’emogas e la moto gp

La Cri piccola e il suo “ma porca miseria!”

La Cri Z. , la mamma di tutte con le sue pizze e la sua “francesca” da “sciaquettare”

Federico, i fotomontaggi , il suo neurone che sclera e le sue pseudo donne (ora te lo dico con Giorgia avevi rotto proprio i maroni!!!)

Stefano e le sue scorregge ahahahaha

La Meris con la super passione condivisa per l’Andalucia

La Vale e le sue insicurezze

La Sabry A. e la sua ossessione con l’occulto e il 666

La Sabry G., penserò a lei ogni volta che metterò piede all’Ikea

La Sabry F. i suoi telini sparsi, i peli e le perette della notte, e la frase “Ah Di due robine così” mentre agita le sue manine

La Tiri e gli aperitivi acustici

La Patty e i suoi amori impossibili

Il caffè e le garze mattutine della Flo

La Roby e il libro della notte

La Gusmi e il suo matrimonio fenomenale, ma anche gli spritz scolati assieme

La Federica e il suo modo di parlare

La Paola piccola e le sue vendite…potrebbe venderti anche la peggio schifezza di questo mondo ma non te ne accorgerai mai

Le piaghe da decubito e il basculamento della Paola grande, ma anche la sua professionalità (non per niente è stata la mia tutor 😉 )

L’Alessia e il suo spartacus

L’Estela sssssssssshhhhhhhhhh

La Mattia i suoi pellegrinaggi, la casa sempre in ordine e lo shiatzu (ma si scrive cosi poi? Mah!)

La vecchia caposala Loretta…i suoi vaffanculo e la sua solarità

La nuova caposala Denise e il dilemma dei turni definitivi (m,a tanto i nostri turni non sono mai definitivi!!!)

Non dimenticherò anche tutti i rianimatori e gli anestesisti, un numero spropositato,ognuno con la propria mania da conoscere a menadito per non cader e nella lista degli infermieri da diseredare.

A tutti voi un grosso ringraziamento, perché grazie alla mania, alla pazzia, alla professionalità e all’amore di ogniuno di voi oggi mi sento una persona e una professionista più completa.

A tutti voi un arrivederci, non un addio, perché le persone importanti prima o poi si rincontrano sempre e si cercano anche a km di distanza.

Con affetto

Michela



LO SCAFANDRO E LA FARFALLA

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“c’è nello spazio una chiave per aprire il mio scafandro? Una metropolitana senza un capolinea? Una moneta abbastanza forte per riscattare la mia libertà?  Bisogna cercare altrove, ci vado”

Con questa frase finisce il libro “lo scafandro e la farfalla” di Jean-Dominique Bauby, una storia vera in cui il protagonista detta le sue emozioni con l’unico legame che gli resta con il mondo esterno, il suo occhio sinistro. Si, l’unico, perché Bauby dopo il risveglio dal coma non può più parlare, muoversi, mangiare e respirare senza aiuto, l’unica parte che può controllare è il suo occhio sinistro, con cui comunica sbattendo la palpebra secondo un preciso codice.

Quando in rianimazione giungono ragazzi in coma ho un gran disagio, soprattutto quando in coma vigile. Quegli occhi assenti che guardano il vuoto, quel corpo “disarticolato” bisognoso di cure, il respiratore che scandisce ogni atto respiratorio, la vita di un ragazzo interrotta chissà per quanto…

Ultimamente abbiamo avuto un caso di danno assonale diffuso, un ragazzo giovane a cui dopo un incidente con la moto e aver fatto tutti gli accertamenti del caso avevano dato poche possibilità di ripresa.

Il ragazzo è in coma vigile, ma qualcosa in quegli occhi mi dice che ce la farà…

Molti mi prendono per pazza

Ne ho visti di ragazzi in coma, conosco il loro sguardo gelido…i suoi occhi invece mi parlano…ecco perché mi è tornato in mente questo libro che ho letto diversi anni fa, quando ho iniziato il mio percorso di infermiera in rianimazione…come una farfalla che è rinchiusa nel suo bozzolo questo ragazzo sta aspettando il momento giusto per aprire le sue ali…

Così giorno dopo giorno ho visto questi occhi farsi sempre più limpidi, ora ti seguono, stanno dicendo “Eccomi ci sono…aiutami perché non riesco a controllare il mio corpo, se non il mio sguardo che ti segue e ti chiede una mano”…poi inizia a orientare oltre lo sguardo anche la testa…”ora si, riesco a vederti anche se entri dalla porta del box dove come in un acquario ormai vivo aspettando giorni migliori”.

Vado in ferie, e al mio rientro riesci a comunicare, a semplici domande riesci a dirmi di si o di no con una stretta di mano e un cenno della testa. Muovi solo la parte destra del tuo corpo, ma la fisioterapia farà sicuramente il resto così con il passare dei giorni i tuoi movimenti si sono coordinati sempre di più e la parte destra sta cominicando a riprendere forza, hai cominciato anche a mangiare e ti sei tolto quel sondino al naso che ti dava così fastidio…tanto ora mangi a cosa ti serve??

E poi…il respiro…hai cominciato a respirare senza l’aiuto della macchina, così dopo pochi giorni ti abbiamo tolto quell’”annesso” respiratorio artificiale, che ormai sarà solo un brutto e triste ricordo.

Non dimenticherò mai quel giorno quando con le lacrime agli occhi ti abbiamo chiesto di parlare, di dirci qualsiasi cosa, anche una parolaccia, un solo timido ciao, e invece la tua prima frase è stata “Voglio andare a casa”…e oggi hai fatto il passo successivo verso il rientro alla tua quotidianità…sei uscito dalla rianimazione…la strada sarà ancora lunga, dovrai riprenderti sia nel corpo che nell’anima. Ma sei giovane, forte e bello…ce la farai sicuramente…e sarai un dolce ricordo nella mia mente in questo luogo dove non sempre ragazzi come te ce la fanno.

IL RITO DELLA VESTIZIONE

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In rianimazione c’è il rito della vestizione…

Non mi riferisco alla vestizione del rianimatore/anestesista di turno per le pratiche eseguite in asepsi, ma del rito per indossare la divisa verde che sarà il terreno di coltura e di scambio dei germi multi resistenti della giornata.

La divisa dell’infermiere della rianimazione è così composta:

1. pantalone verde

2. casacca verde

3. maglia bianca

4. cartellino di riconoscimento

5. penne, matite evidenziatori di vari colori e forme e l’immancabile calcolatrice trafugata da qualche collega (ne gira una per tutto il reparto che viene passata da turno a turno e che non torna mai al legittimo proprietario che la cerca disperatamente)

Il rito di mattina inizia alle h 06.45, entri in reparto e gia dall’odore e dai vari rumori di sottofondo capisci come sarà la  mattinata, quindi ti dirigi verso lo spoiatoio… In rianimazione non abbiamo delle divise assegnate, ma c’è uno scaffale dove sono disponibili tutte le taglie che la lavanolo produce, unico problema è che la taglia scelta non sempre corrisponde a quella che realmente indossi, così che un giorno ti ritrovi con una “L” che neanche Barbie riuscirebbe a calzare e a volte la stessa taglia corrisponde a quella di un Watusso. Inizia così il rito vero e proprio che è quello di rovistare tra le varie “L” quella che realmente sia la ” L” giusta per te, ti trovi quindi in mezzo a pantaloni di ogni sorta e dopo 5 minuti ne tiri su 2 o 3 che risultano il giusto compromesso tra lunghezza, larghezza e elastico della giusta estensione.

Ora che è estate di solito la casacca sopra non la porto mai, fa troppo caldo, anche nonostante l’aria condizionata…penserete “allora si fa prima!” e no perchè bisogna scegliere la maglia che non stringa nei punti critici, che nel caso in questione è il seno!! E quindi anche per quanto riguarda la maglia se ne tirano su 2 o 3 che possano fare da vaso ben capiente ai gerani che mi trovo a portare in giro.

Ultimo tocco è il  “ciappino” per i capelli

e le penne da mettere dentro un’arcella, perchè addosso nelle tasche non restano mai, finiscono sempre tutte dentro i letti.

I 10 smoccolamenti

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Stamattina la mia cara colleguccia di cazzate mi ha regalato il primo sorriso delle 7.00 con questo messaggio:

I suoi 10 comandam….emh smoccolamenti

1 ONORA IL PADRE E LA MADRE ( SANS E SIGNORA) ”

2 NON RUBARE LE CALCOLATRICE AGLI ALTRI,

3 NON ONORARE ALTRI MEDICI ALL’INFUORI DI GATTA,

4 NON MENTIRE SULLE PVC,

5 NON COMMETTERE ATTI IMPURI CON I DOTT,

6 NON DESIDERARE SANS NEL GIORNO IN CUI è DELLE ALTRE,

7NON ARRABBIARTI SE LA TAC è ALLE 12:45,

8 NON SPOSTARE IL PRONTUARIO,

9 NON CONTROLLARE GLI STUPIDI DA SOLA,

10 SE QUALCUNO TI FA UNA PERETTA PORGI L’ALTRA NATICA

OGGI E’ PRIMAVERA

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…da un mio vecchio posto…

…da un mio vecchio blog….

….un anno fa….

A volte finisci un turno di lavoro stressato e depresso…ti chiedi ma chi me lo ha fatto fare???

Il signore del letto 1 che ti ha tirato scema con le sue richieste più disparate, quello del letto 2 che aspetta un tubo in gola che tarda ad arrivare perchè finchè non si arriva allo sfinimento fisico non va bene intubare le persone, il signore del letto 3 che ormai ci prende la residenza in rianimazione visto che sono 4 mesi che è li, la signora del letto 4 ieri con una gamba in meno, la signora del letto 5 rianimata gia due volte in 3 giorni e che è spacciata, il signore del letto 6 che con il suo secondo ingresso ha vinto una tracheo nuova di zecca, il ragazzo del letto 7 che ha preso veramente la residenza in rianimazione in quanto apolide e che sta aspettando da un mese un posto in una riabilitazione e quindi è parcheggiato li sempre più attorcigliato su se stesso, il signore del letto 8 con 40 di febbre e la signora del letto 9 con 45 di frequenza respiratoria…
Sono le 20 e finisce il mio turno di pomeriggio, uno come tanti altri, sfinita e scoglionata…
Poi ci sono quei giorni che sei sempre sfinita ma c’è stato qualcuno che  ha risvegliato in te quella forza che mancava, una persona che ringrazia per tutto il lavoro che hai fatto e che ce l’ha fatta a venirne fuori… e li capisci perchè fai questa professione…
Qualche giorno fa è arrivata una lettera dai parenti di una vecchia paziente che dopo un emoraggia cerebrale dove era stata data per spacciata si è ripresa…
A volte noi non riusciamo a capire cosa vede e cosa prova chi è costretto a guardare il proprio caro in un letto di rianimazione, ma la poesia che la figlia di questa signora ci ha inviato fa riflettere molto
I TUBICINI INTORNO A TE
INTRECCI DI FILI COME RICORDI NELL’ANIMA
IL TUO SGUARDO DOV’E?
A RINCORRERE I SOGNI E LE SPERANZE DI IERI
O A LEGGERE IL LIBRO DEI RICORDI DENTRO ALL’ANIMA
TI PARLO
NON SENTI
FORSE SEI GIA A SEGUIRE IL TUO VOLO
O FORSE FINGI DI NON SENTIRE E DI NON VEDERE
LE LACRIME COSTRETTE DA UN NODO ALLA GOLA
NON SEI PIU’ TU
NON SONO PIU’ IO
QUANDO INSIEME RINCORREVAMO GLI AQUILONI
TI SISTEMO IL CUSCINO
MENTRE DIETRO AL VETRO DELLA FINESTRA
STA SPUNTANDO IL SOLE
LA VITA DI SEMPRE
LA NOTTE E’ DENTRO ME
CI SARA’ MAMMA UN’ALTRA PRIMAVERA
PER RINCORRERE ANCORA INSIEME LE NUVOLE???
OGGI E’ PRIMAVERA

UNA SETTIMANA DA RIANIMATORI: LA DOMENICA

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E’ domenica….

Sveglia 5 minuti piu tardi, non solo perché per strada, tranne qualche post discotecaro mbriago steso a terra davanti al Tiffany, non gira proprio nessuno, ma anche perché la Flo domenica riposa, quindi non si forma quella coda chilometrica stile notte rosa, capeggiata da un puntino azzurro, che con una manovra stile Valentino Rossi mi appresto a sorpassare con una derapata dell’ultimo secondo, soltanto eseguita con l’auto e con smoccolamenti vari!!

Quindi parto con calma, le consegne durano meno del solito mentre il giro pazienti inizia più tardi, tanto Sans non c’è, la caposister nemmeno e si passa così la prossima ora a chiedersi “Ma chi ci sarà stamattina in pasticceria???”

Tanto i turni dei doc non sono mai aggiornati e tutti quei numerini sono peggio di una schedina  del totocalcio: 1,2,X,2,1! Ma non potevano scriverci il nome invece dei numerini?? Era così complicato?? Sarà sicuramenteun sabotaggio per noi poveri infermieri che non dobbiamo sapere fino all’ultimo l’accoppiata vincente della giornata!!

Poi arriva l’annuncio ufficiale “Ho visto Alesgump prendere le consegne”, e si proprio lui, il dottorino della domenica mattina.

BREVE DESCRIZIONE DEL SOGGETTO:

Mezzo maratoneta, 1\4 anestesista durante la settimana, 1\4  rianimatore della domenica.

Il più bello del reame, ed è proprio per questo che si cimenta nella mezza maratona, gli serve per scappare dai suoi colleghi anestesisti che vogliono fargli la pelle in quanto  ogni giorni chiedono allo specchio chi è il più bello del reame, e lo specchio magico ogni giorno risponde: “Bello, tu sei bello, o mio anestesista, ma attento! Al mondo un dottorino c’è, con delle Nike ai piedi, poverino, ma ahimè, assai più bello di te. Il suo nome è Alesgump”

E’ il preferito della caposister, ed ha preso il posto del Gatta nel cuore dei vertici del Reparto altro motivo per cui ha sempre le sue scarpe da ginnastica se non ai propri piedi di fianco alla porta, in modo da poterle indossare e scappare al volo.

Con le sue scarpette ai piedi diventa così super Alesgump pronto per ogni urgenza al di fuori della Rianimazione, perché diciamocelo oltre alla bellezza l’altra sua dote è quella di portare una sfiga megagalattica!!!! Quando c’è lui qualcosa di strano deve sempre succedere, e almeno un ricovero te lo porti sempre a casa!

Si dice che abbia uno spaccio di The pregiati che si fa arrivare direttamente dalla Francia, ma queste sono solo voci di corridoio non confermate.

Ecco la sua foto recente

e le sue scarpe (le spaccia per nike ma non è cosi)

Ma torniamo alla nostra domenica mattina….

 Mentre qualcuno già fa la Ola  ed esclama un bel “OHHH il dottorino perfetto!!”, ancora non sanno che il resto del turno è in mano all’ansia…

Dai su! Iniziamo, prima facciamo prima finiamo, 2 robine così (la mimica è poi tutto uno spettacolo), il due l’anno gia fatto quindi è a posto no!!!!??? Il 3 stamattina torna in reparto quindi una botta veloce e si tira avanti!!
Le fortunate che hanno Alesgump come dottorino di riferimento alle 9 hanno gia la terapia in mano…ma croce e delizia…nel fare il copia e incolla lo sbadato dottorino ha dimenticato di cancellare gli emoderivati del giorno precedente, quindi cominica la via crucis verso la stanza dei medici per i chiarimenti del caso. Se ci mettessero i contapassi sotto gli zoccoli e ci pagassero a kilometraggio faremmo un bell’affare.

 

La domenica di solito siamo in 5 ma questa domenica no, siamo addirittura in 6!!!!! Eh si, l’altra parte del turno medico è affidata all’unico dottore infermiere in circolazione, l’unico che mentre visita i pazienti li broncoaspira e gli fa anche le medicazioni, direte voi…ma che fortuna!!!! Eh no, tutto ciò viene fatto non per aiutarci ma perché il dottore in questione non si fida nemmeno dell’ombra sua, e hai voglia a dirgli che il paziente è stato aspirato un secondo prima, tanto lei non ci crede e torna all’attacco!!

Diciamolo pure, la domenica è il giorno meno frenetico della  settimana, sempre che non succeda qualche urgenzona che ti fa diventare questo giorno paradisiaco una pena infernale…così passi la maggior parte del turno facendo le macuba e recitando la preghiera dell’Infermiere

Oh Signore,

aiutami a liberare me e i miei colleghi dal ricovero della domenica mattina

E se proprio deve arrivare un ricovero

Fa che arrivi alle 13 e 25

Così che se lo cibi il collega del pomeriggio

Perché mors tua vita mea.

Cosi sia

PROSSIMAMENTE NON PERDETE….

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In collaborazione con LauraImmagine la saga “UNA SETTIMANA DA RIANIMATORI”

casa editrice: Ceccarini

Il delirio di 2 infermiere che dopo due mattine con Sans e Signora decidono di prendersela con umorismo….

Perchè il lunedi è tragico, ma il rientro dalla malattia e dalle ferie a Santo Domingo lo è ancor di più…..

NB Molti personaggi e avvenimenti descritti in questo romanzo sono frutto della fantasia delle autrici. Ogni riferimento a luoghi e persone reali o a fatti realmente accaduti è puramente casuale

ODIO I LUNEDI…PARTE SECONDA

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A volte ritornano…

…beh si proprio i lunedi….

 Se anche Sans non torna dalle ferie di lunedì un motivo dovrà pur esserci!! E così anche questa settimana ricominciamo senza di lui e siccome, come dice mia nonna, al peggio non c’è mai fine questo lunedì non ci siamo fatti mancare proprio nulla, prima fra tutti l’accoppiata vincente del momento:

GATTA E LA SIGNORA!!!!

Breve descrizione dei due soggetti in questione:

IL GATTA

Uomo, rianimatore forlivese, l’unico che riesce a fare mattina pomeriggio e notte in una giornata sola per un totale di 25 ore (per differenza di fuso orario tra Forli e Riccione), sempre sfigato in amore (i suoi bersagli preferiti sono le nuove infermiere giovincelle del  reparto, ma ora sta mollando il colpo visto che l’età sta impennando sempre più). Il suo passatempo preferito è quello di girare in treno, soprattutto su e giu per la Romagna. Ogni anno ha una fissazione diversa, quest’anno ci sta rallegrando le giornate con le sue emogas arteriose e venose accompagnate dalla vecchia cara e amata PVC e alla sua compagna PEV (per chi non fosse del mestiere, sono due misurazioni che l’infermiere dovrebbe rilevare alle ore 8 del mattino ma che fa sempre finta di dimenticarsene, sperando che il rianimatore di turno non glie le chieda).

Il suo grido di battaglia :SCIALVE SCIONO ALESSCIANDRO!!!!!!!!!

Questa una sua foto recente

LA SIGNORA

Donna scura di provenienza extracomunitaria,

Il suo passatempo preferito scrivere la terapia, infatti se le chiedi qualcosa sta sempre facendo quella ma noi infermieri ancora ci stiamo chiedendo come mai a fine turno ancora non sia pronta.

Chiamarla non ti servirà a nulla, la cosa migliore è trovare una soluzione che non richieda il suo intervento.

La sua fissazione è che tutti  ce l’hanno con lei

Il suo grido di battaglia:  INFONDI 250 ML DI FISIOLOGICA IN UN ORA!!!!!!

Venerata dal nostro sans come Nostra Signora dal camice unico e dalle mani contaminate.

L’equazione che ne scaturisce è la seguente

GATTA : ALLA SIGNORA = GLI INFERMIERI : CON UN PIEDE NELLA FOSSA  

(Gatta sta alla signora come gli infermieri stanno con un piede nella fossa)

E il secondo piede nella fossa c’è entrato precisamente alle ore 9:00 quando la Nostra Signora ci è piombata in reparto con un ricovero non atteso dal pronto soccorso: Ragazzo 40enne in coma da intossicazione da farmaci, ancora da intubare, con respiro russante e senza un accesso venoso preso…per fortuna non sono di religione Cattolica perché con tutti i Santi del calendario che sgranavo in quel momento Gesù Cristo, se esistesse,  mi avrebbe folgorato all’istante.

Dopo aver recitato tutto il rosario ho invocato in un attimo di delirio il nome di SANS!!!

Dove sei Sans, torna, questa casa aspetta a te!!!!

ODIO I LUNEDI……….

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Come diceva una vecchia canzone del buon vecchio Vasco Rossi: Odio i lunedi.

La giornata inizia alle 5 e 45, suona la sveglia e inizia un nuovo giorno di lavoro, ma non un giorno a caso, il LUNEDI.

In rianimazione non c’è domenica che tenga, tutto sussegue allo stesso ritmo anche nei giorni di festa, ma c’è una differenza cruciale tra la domenica ed il lunedi mattina, e quella differenza ha un nome e un cognome, ma soprattutto un soprannome: SANS!!!!!

Il nostro amato Sans, che riprende la  solita postazione tutti i giorni (tranne la domenica) alla stessa ora con la stessa tazza di Orzo, con il solito “Buondi…forse”, se in turno con lui c’è la “Signora” e che inizia le sue pratiche di ricerca della spillatrice e del prontuario farmaceutico che qualche infermiere sbadato non ha riposizionato nella stessa identica posizione del sabato.

Tutto inizia così e una ad una il nostro Sans sfodera tutte le sue cartucce.

Lunedi è il Sans day, dove Tac, fibroscopie, urgenze, sedute operatorie e “interventi a cuore aperto” prendono vita, ma non uno alla volta, bensì tutti assieme. E’ il giorno degli rx torace a tutti i pazienti presenti, anche al signore del letto 10 che si è simpatico, ma pesa pur sempre 120 kg e per quanti toraci ha fatto ormai brilla di luce propria.

Quindi stamattina parto dea casa con il solito magone di chi sa benissimo che sarà una giornata di merda. Esco dal portone, macchina ghiacciata, ma tanto è lunedi, non poteva essere altrimenti. Mi fermo a mettere benzina e non mi riparte la macchina, attacco i cavetti all’auto del gentile benzinaio e riparto essendo sempre più consapevole che la giornata è iniziata proprio come immaginavo.

Arrivo in reparto con 20 minuti di ritardo… Sans è in ferie…ma alla mia felicità iniziale subentra il terrore.

Sans il lunedi è insfangabile, ma Gatta al suo posto lo è molto di più

AIME’