Archivio mensile:novembre 2012

INFONDO LA FELICITA’ E’ UNA PICCOLA COSA

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CENARE ASSIEME NELLA CUCINA DELLA CASA A SCALE

L’ODIO PER IL TUO GATTO GOBBOLINO CHE IO CHIAMAVO BOTULINO…Non ci potevamo vedere…ma ero io che gli davo da mangiare quando te non c’eri

VEDERTI LECCARE IL PIATTINO DELLA TORTA GELATO

LA MUSICA IN MACCHINA

LE CHIACCHIERATE SUL DIVANO DAVANTI ALLA TV

IL TUO STEREO SUPER MEGA ACCESSORIATO J ERA IL TUO VANTO

LE PROVE AL CASALE

ASPETTARTI SOTTO CASA NELLA MIA SMART NUOVA

LE TUE PRESE IN GIRO TRA CUI L’ULTIMA “Oh sei nata e cresciuta a Rieti e mo’ parli Romagnolo ma bbattene Michè”

IL CINEMA FATTO DI POP CORN E COCA COLA MA NON DI FILM

LE TUE MANGIATE GALATTICHE SOPRATTUTTO A FONTE COTTORELLA

MAGIARE MESSICANO

I TUOI ABBRACCI AVVOLGENTI

LE LITIGATE A SENSO UNICO

LE SCAPPATE A ROMA ANCHE SOLO PER FAR SPESA PER IL NEGOZIO

TU E IL TUO SCOOTER A CASA MIA A ROMA

LA ZUCCA DI HALLOWEEN DI MODENA

LE TUE “COTTE” E LE TUE “SBANDATE” DA BRILLO 

LE SERE AL KARAOKE E LE NOTTI IN MACCHINA A CANTARCI TUTTI I CD DI RAF E GATTO PANCERI

LA MUSICA CHE MI FACEVI CONOSCERE E AMARE

LE TUE FRASI SCIOCCHE CON “MBURZU” E “GNEFRU”

LE CHIAMATE RICEVUTE OGNI VOLTA CHE STAVO MALE (ma come facevi a capirlo?? Me lo sono sempre chiesta)

I TUOI TI VOGLIO BENE, non sono stati molti eri più propenso a dimostrarlo che a dirlo…e io lo sapevo che me ne volevi

IO CHE TI CHIAMO SCIMMIONE

IO CHE TI PRENDO IN GIRO PERCHE’ SOMIGLI A GIACOMINO 

I TUOI SORRISI, LE TUE RISATE E I TUOI SCHERZI

I TUOI OCCHI AZZURRI

IL TUO SGUARDO CHE PARLAVA DA SOLO…QUANDO FACEVO O DICEVO QUALCHE CAZZATA ME NE ACCORGEVO SUBITO

LE TUE FACCE BUFFE

 TE SULLA PORTA ED IO “MA CHI CAZZO SI CREDE DI ESSERE QUESTO SCEMO!”INIZIO’ COSI LA NOSTRA AMICIZIA SENZA FINE

 

Questo non è un semplice elenco…ma le cose che non dimenticherò mai di te…e se dovesse per caso capitare, con la vecchiaia, di scordarmene qualcuna…ce le ho qui…pronte a farmi tornare UN SORRISO…Lo vedi, uno è appena nato su di me è per  te

 

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ETERNA PRESENZA

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Non importa che non ti abbia,

non importa che non ti veda.

Prima ti abbracciavo,

prima ti guardavo,

ti cercavo tutta,

ti desideravo intera.

Oggi non chiedo più

né alle mani, né agli occhi,

le ultime prove.

Di starmi accanto

ti chiedevo prima,

sì, vicino a me, sì,

sì, però lì fuori.

E mi accontentavo

di sentire che le tue mani

mi davano le tue mani,

che ai miei occhi

assicuravano presenza.

Quello che ti chiedo adesso

è di più, molto di più,

che bacio o sguardo:

è che tu stia più vicina

a me, dentro.

Come il vento è invisibile, pur dando

la sua vita alla candela.

Come la luce è

quieta, fissa, immobile,

fungendo da centro

che non vacilla mai

al tremulo corpo

di fiamma che trema.

Come è la stella,

presente e sicura,

senza voce e senza tatto,

nel cuore aperto,

sereno, del lago.

Quello che ti chiedo

è solo che tu sia

anima della mia anima,

sangue del mio sangue

dentro le vene.

Che tu stia in me

come il cuore

mio che mai

vedrò, toccherò

e i cui battiti

non si stancano mai

di darmi la mia vita

fino a quando morirò.

Come lo scheletro,

il segreto profondo

del mio essere, che solo

mi vedrà la terra,

però che in vita

è quello che si incarica

di sostenere il mio peso,

di carne e di sogno,

di gioia e di dolore

misteriosamente

senza che ci siano occhi

che mai lo vedano.

Quello che ti chiedo

è che la corporea

passeggera assenza,

non sia per noi dimenticanza,

né fuga, né mancanza:

ma che sia per me

possessione totale

dell’anima lontana,

eterna presenza.

(PEDRO SALINAS)

Le notti insonni in rianimazione

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E’ un po’ che non scrivo del lavoro…

Credo di avere ora l’ispirazione giusta…vi chiedete perché?

Sono le 3 di notte, invece di fare l’infermiera stanotte faccio sorveglianza

Ultimamente più che in una rianimazione mi sembra di lavorare in un manicomio…chi si butta da una parte, chi vuole andare a casa, chi mena e ti dice che il giorno dopo ti denuncia perché gli stai sistemando la flebo…insomma un vero e proprio manicomio…Dove sono finite quelle rianimazioni dove i malati sono tutti buoni nei loro letti, adattati e tracheostomizzati?

La mia rianimazione ultimamente è composta da post operati fuori di testa e da tracheostomizzati incalliti che ormai con la tracheo ci si fanno anche la doccia (se potessero lo farebbero sicuramente). Così stanotte mentre scrivo mi trovo tra il box 6 e il box 7 a fargli da balia…uno si strappa ogni due secondi tutto il monitoraggio, usando i corrugati collegati al respiratore come sciarpa anti spiffero e l’altro vuole fuggire dal letto e tornarsene a casa propria mentre promette di mandarmi l’avvocato perché non lo lascio andare…

… e io…prego il santo propofol che torni a farci la grazia ogni tanto, oppure che si affacci il caro cocktail midazolam-entumin, perché a quanto pare stanotte se la sono svignata e staranno facendo un festino chissà dove, ma non sicuramente nella mia rianimazione dove tutti i pazienti sono svegli. In più ci si mette contro anche la zia contenzione…ormai malati non possono più essere contenuti pena l’amputazione delle mani dell’infermiere che avendo valutato che il paziente non sedato può catapultarsi giu dal letto e farsi male deve farsi in poche parole i cazzi suoi e lasciarglielo fare, oppure fare come me e fare la guardia a vista a questi poco pazienti di rianimazione.

Sai cosa vi dico…faccio il conto alla rovescia e aspetto le 7 e 30 della mattina…tanto da domani sono in FERIEEEEEE