Archivio mensile:maggio 2012

COME SALLY

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Un giorno ti svegli e ti rendi conto che la tua vita non sarà più come prima

All’apparenza è uno di quei tanti giorni che corrono così velocemente e freneticamente che quasi ti scordi di aver vissuto,

ma non è così,

è il giorno in cui la vita ti presenta il conto,

 

 

è il giorno in cui ti senti un pò come Sally di Vasco Rossi che cammina per la strada senza nemmeno guardare per terra e non ha più voglia di fare la guerra,

 

 

 

 

 

 

 

 

ma anche un pò come Forrest Gump…Corri, corri, corri hai corso così tanto che poi alla fine ti devi fermare e guardare in faccia la realtà o quello che il destino ha deciso di metterti davanti al muso.

 

E’ il giorno in cui torni indietro nel tempo, cercando in dolci ricordi una pillola di felicità che in questo momento risulta amara.

E’ il giorno in cui pensi: “Mah…forse…se avessi fatto questo, se avessi detto così…forse sarebbe andata diversamente..:”

E’ il giorno in cui ti colpevolizzi di parole non dette, di un abbraccio non dato o un viaggio non fatto…

Tutto scorre troppo velocemente e ho bisogno di rallentare e immergermi nei miei pensieri e nei miei ricordi di adolescente, quando i giorni erano vissuti pienamente e quando contavano le piccole cose e i piccoli gesti quotidiani, quando non c’erano queste lacrime che mi accompagnano ogni istante della giornata e che faccio fatica a tenere dentro, a nascondere a chi non può capire cosa sia cambiato in me in questo periodo della mia vita.

Non sarò più come prima,

c’è una ferita dentro me troppo grande che non rimarginerà mai

una cicatrice netta che preserva un posto nel mio cuore che non sarà occupato da nessuno

un insieme di ricordi, di emozioni, di sensazioni che credo pochi abbiano potuto assaporare quando a generarle è un’unica persona che per te è, è stata e sarà sempre un amico, un confidente, un genitore, un fratello, un amore unico nella sua semplicità e naturalezza.

 

 

L’amore che lega due amici, quelli veri, è unico, capita una sola volta nella vita.

Come accade per l’anima gemella, la metà della mela che combacia con la tua è una sola ed è difficile travarla tra tante, ma quando la trovi quello che si instaura tra chi possiede i pezzi di quella mela è un amore che assomiglia molto a quello che lega i figli alle madri: sai che loro saranno parte di te per sempre, a priori, sono certezze innate che non hanno bisogno di prove o dimostrazioni.

E’ quell’amore che lega una donna come me a un uomo come te, che saranno amici sempre, oltre la vita

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DIMMI COME GUIDI E TI DIRO’ CHI SEI

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Turno di pomeriggio

Raramente faccio pomeriggio, le mie giornate sono piene di mattine che iniziano drasticamente alle 7.00 e quindi drasticamente ho dovuto sviluppare una guida sportiva che mi permetta di arrivare in orario deviando i rincoglioniti di turno delle 6 e 30 del mattino.

Oggi pomeriggio il dottore di turno ha tirato fuori una delle sue innumerevoli teorie bislacche

Quella di oggi è appunto dimmi come guidi e ti dirò chi sei

Secondo questa teoria, dedicata esclusivamente alla popolazione femminile, si riesce a capire l’orientamento e le abitudini sessuali della donna in questione dal suo modo di approcciarsi al volante.

Secondo questa teoria chi si approccia bene al volante è un’ottima seduttrice, che a letto fa faville, quelle “invornite” lo sono anche sotto le coperte.

E qui la cosa si complica, perchè secondo mio marito guido di merda ma, sempre secondo lui a letto farei faville, e allora dove sta la verità??

Secondo me nel mezzo

Mio marito non apprezza sicuramente la mia guida sportiva, che però tutto sommato non è poi così male come descrive, ma apprezza forse anche troppo le mie doti amatorie, che io reputerei nella norma.

Io comunque questa teoria non la conoscevo assolutamente, conoscevo però quella che dice donna al volante pericolo costante, e siccome è stata smentita da uno studio recente, dove  risulta  addirittura che le donne non solo fanno meno incidenti, ma parcheggiano addirittura meglio degli uomini, io su questa ennesima teoria del rapporto tra donne al volante e sesso non ci metterei proprio una mano sul fuoco.

 

LA COPPIA PERFETTA: UNA CONVERSAZIONE A 4

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Conversazione tra me e mio padre:

IO: “Ciao papà”

Lui: “Stamattina mi hanno dato la penna ma non so come funziona tu l’hai mai usata?”

IO: “Ma che penna papà????”

Lui: “ma come che penna, quella a posto delle iniezioni!!”

IO: “Beh certo, dovevo capirlo subito (notare il tono sarcastico non riconosciuto invece dal padre in questione)…si l’ho usata”

Lui: “eh e come si usa??”

Io: “E come faccio a spiegartelo per telefono?”

Lui: “Beh se l’hai usata sai come funziona no?? quindi spiegamelo”

Io: “Non è che sono tutte uguali, quella che ho usato io si dava prima la carica…”

Lui: “La carica?? Ma che carica??”

Io: “Si carica la dose del farmaco poi…”

Lui: “No questa non carica nulla”

Io: “Beh allora non lo so”

Lui: “Come non lo sai ma se hai detto che l’hai usata???”

Io: “Si ho detto che l’ho usata ma ho anche detto che non sono tutte uguali, e quella che hai usato tu non so come è”

Lui: “Con questa devo solo premere”

Io: ” E allora premi”

Lui: “Ma sei sicura che funzioni cosi”

Io: “NOOOOOO non lo so, non la vedo e come faccio a dirti come si usaaaa”

Tu tu tu tu tu tu tu tu………

 

Conversazione tra mio marito e mia suocera

Lui: “Ciao mamma”

Lei: “come mai non mi rispondi a telefono?”

Lui: “Ma il telefono non ha suonato?!”

Lei: “e’ un pò che ti chiamo e il telefono da sempre spento!”

Lui: “Allora non ho risposto perchè non ha suonato visto che era spento”

Lei: “E perchè era spento?”

Lui: “Non era spento, lo sai che a casa non prende bene”

Lei: “Ma io è dalle 2 che ti chiamo!”

Lui: “e che ci posso fare io se a casa il telefono non prende?”

Lei: “ma è successo qualcosa?”

Lui: “No non  è successo nulla”

Lei: “sicuro che non è successo nulla?”

Lui:”no cosa deve essere successo?”

Lei: ” E adesso io a che ora prendo il treno per venire?”

Lui: “Prendi il primo che parte”

Lei:”E a che ora arrivo?”

Lui: “quando arrivi mi chiami e ti vengo a prendere”

Tu tu tu tu tu tu….

La coppia perfetta??
Certamente non io e mio marito

HAPPY VESAK DAY

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Il Vesak è la ricorrenza in cui si celebrano la nascita, l’illuminazione e la dipartita di Buddha Shakyamuni. Si tratta della festa buddhista più importante, festeggiata dai buddhisti di tutto il mondo e di tutte le tradizioni.

Nel mondo buddista non esiste un calendario comune e uniforme, alcune feste vengono celebrate secondo date fisse, altre seguono le fasi lunari e quindi variano di anno in anno e cadono generalmente nella luna piena.


Le festività collegate agli avvenimenti della vita del Buddha ricorrono spesso in giorni diversi nei vari paesi e alcune festività esistono solo localmente. Ogni paese, inoltre, tiene conto anche di calendari e riti indigeni, degli avvenimenti storici locali e del calendario cristiano.
Per alcuni la Festività è circoscritta al pleniluno e giorni circostanti, per altri invece riguarda l’intero mese. Il calendario buddista è lunare, quindi i giorni delle festività cambiano ogni anno, rispetto al nostro calendario solare, secondo le fasi dei pleniluni e noviluni.

Per la scuola Theravada:
(l’unica sopravvissuta delle 18 scuole di cui era costituita l’originaria corrente Hinayana), il capodanno è il novilunio di aprile ed il Vesak cade nel 15º giorno (plenilunio) del secondo mese lunare (il mese di Vaisakha ) che ha inizio tra il 14 aprile e il 14 maggio. La celebrazione del Vesak cade quindi generalmente in maggio e viene celebrata in occasione del plenilunio.

Per la scuola Mahayana,
il capodanno (la festa del Buddha Maitreya) si celebra il novilunio che cade alla fine di gennaio o all’inizio di febbraio. Le feste più importanti sono: la festa dell’Illuminazione di Buddha, alla fine di dicembre o all’inizio di gennaio.
Il Vesak corrisponde alla festa della nascita di Buddha e viene celebrata una settimana prima del plenilunio di maggio.

Per la Tradizione Tibetana:
diffusa in Tibet e Mongolia, l’anno tibetano ha 360 giorni, suddivisi in 12 mesi di 30 giorni ciascuno. La luna nuova segna sempre l’inizio di un mese, mentre la luna piena segna sempre il 15° giorno del mese. Per bilanciare i 354 giorni del ciclo lunare con i 360 giorni del calendario, è previsto un sistema complesso di giorni mancanti (tsi chad-pa) e di giorni ripetuti (tsi lhag-pa).
L’anno tibetano ha inizio con la luna nuova di Febbraio, e il Vaishakha, chiamato Saka Dawa, è il quarto mese del Calendario Tibetano.
Il 15° giorno di tale mese, che corrisponde al plenilunio che cade tra la fine di maggio e la prima metà di giugno, la scuola Buddista Tibetana celebra il Vesak chiamato Saka Dawa.
In ogni caso, nella Tradizione Tibetana, la commemorazione del Vesak / Saka Dawa non si esaurisce unicamente al giorno del plenilunio, ma viene celebrata durante l’intero “quarto mese” ( saka dawa) ed ogni energia virtuosa accumulata in questo periodo si incrementa di un milione di volte.

Per l’UBI – Unione Buddhista Italiana:
in Italia, tutti i centri aderenti all’UBI (Unione Buddista Italiana insieme anche ad altri centri buddisti italiani) si sono accordati per semplicità di celebrare il Vesak l’ultimo fine settimana di maggio, ed è l’unica festività buddista ufficialmente riconosciuta anche dallo Stato italiano nel testo dell’Intesa.
Per l’Unione Buddhista Italiana il festeggiamento del Vesak è da sempre stato un appuntamento fondamentale: un momento di incontro tra i vari Centri e le rispettive comunità di praticanti, un’occasione di preghiera comune e di studio ed approfondimento del Buddismo e delle sue relazioni con la società italiana.
Per l’UBI, il Vesak è una festa che va ben oltre le barriere religiose rappresentando un’opportunità di maggior connessione con se stessi e con ciò che ci circonda, ed è per questa ragione che l’evento è aperto a tutti senza alcuna distinzione.
In India

In India il Vesak, chiamato Buddha Purnima or Buddha’s fool Moon viene celebrato il plenilunio del mese di maggio ed è una festa pubblica.

 

Nel buddismo, la cerimonia del Vesak viene celebrata in modi molto diversi, ma molte di queste pratiche sono di fatto universalmente diffuse.
Si tratta in ogni caso di una grande Festa religiosa, durante la quale i Buddisti hanno l’occasione di riaffermare la loro fede.
E’ un giorno speciale per la meditazione e per generare Amore e Compassione.

Il lato spirituale del Vesak è compiuto nei templi.
Giovani ed anziani indossano vestiti bianchi e vanno ai templi portando semplici offerte di fiori, candele e bastoncini d’incenso che mettono ai piedi del Buddha.
Si cantano mantra e si ripete la formula di Rifugio nei Tre Gioielli: Buddha, Dharma e Sangha.
Si riafferma la determinazione ad osservare gli 8 precetti:
1. non uccidere alcun essere vivente,
2. non rubare,
3. non compiere atti sessuali illeciti,
4. non dire menzogne,
5. non bere bevande inebrianti e droghe,
6. non mangiare cibo nei tempi non dovuti;
7. astenersi dal canto, dalla danza, dalla musica e da ogni spettacolo indecente; non ornare la propria persona con ghirlande, profumi e unguenti,
8. non usare sedili alti e lussuosi.
L’applicazione di questi precetti è differente per i devoti laici ed i monaci.
Ad esempio, riguardo al sesso, il laico sposato dovrà astenersi da alcune pratiche sessuali ritenute illecite ed ovviamente dal ricercare rapporti sessuali al di fuori del matrimonio, mentre il monaco dovrà invece astenersi totalmente da qualsiasi attività sessuale. Viene fatta ritualmente dall’intera comunità per tre volte la circumambulazione dello stupa in ricordo dei Tre Gioielli, Buddha, Dharma e Sangha.

Nel giorno del Vesak, si evita in ogni modo di uccidere qualsiasi specie di vita e ci si alimenta esclusivamente in modo vegetariano.
In diversi paesi, soprattutto nello Sri Lanka, vengono dedicate due giornate alla celebrazione del Vesak, e per entrambe le giornate, per decreto governativo, vengono chiusi sia i negozi che vendono liquori che le macellerie. Uccelli ed animali vengono liberati a centinaia con un atto simbolico che rappresenta la liberazione di coloro che sono imprigionati.

Celebrare il Vesak significa anche portare felicità agli sfortunati, come gli anziani, i disabili, i malati, i senzatetto. Sia i fedeli, come anche i monasteri e varie associazioni, distribuiscono cibo ai poveri ed alloggi ai senzatetto. Si visitano le istituzioni caritatevoli come orfanotrofi, ospizi, ospedali e si portano offerte.

Il Vesak è anche un tempo per grande gioia e felicità, ma questa gioia non è espressa soddisfacendo i propri desideri personali, ma attraverso azioni fruttifere, come la decorazione ed illuminazione dei templi, la pittura e la creazione di bellissime rappresentazioni della vita di Buddha da condividere pubblicamente.

Nell’area di diffusione del buddhismo Theravada (Sri Lanka, Thailandia, Cambogia, Laos, Birmania), il Vesak è la festa più importante e sentita e si svolge durante il plenilunio del mese di maggio. L’apparire del giorno del Vesak viene annunciato con suono di tamburi e campane. È un giorno di festa in cui si organizzano cerimonie collettive, processioni attorno ai templi, incontri con i monaci e doni alla comunità.
Nei villaggi c’è l’abitudine di cucinare insieme il pasto da offrire ai monaci e da condividere con tutta la cittadinanza e gli ospiti.
Vengono recitate storie sui momenti salienti della vita del Buddha, si tengono spettacoli con danze e concerti. Gli eventi culturali hanno luogo ovunque; è un giorno in cui artisti di ogni genere hanno l’opportunità di mostrare il loro talento al pubblico.
Si investono tempo e denaro nel decorare le case e le strade con festoni e lanterne vesak.
Le lanterne vesak sono fatte di carta di riso di colori differenti, la misura e la forma delle lanterne varia da piccole, che vengono portate a mano, a gigantesche, che vengono appese agli alberi nei giardini e nei luoghi pubblici, e, riunite in grappoli, anche alle porte delle case. Queste lanterne sono molto colorate e bellissime quando sono illuminate dalle candele, poste all’interno. I bambini sono orgogliosi di fare queste lanterne e le portano in mostra nei quartieri vicini.
All’avvicinarsi della notte tropicale che viene piuttosto presto, le lampade vengono accese e scintillano illuminando i villaggi.

In Sri Lanka si costruiscono, inoltre, enormi figure di legno (vesak pandals) che rappresentano personaggi storici e mitologici del Buddismo e che raffigurano molti aspetti della tradizione buddista. Queste figure, ben dipinte e illuminate da lampadine elettriche colorate, sono erette lungo le strade e nei luoghi pubblici. I costi per la costruzione di queste figure sono a carico di sostegni pubblici o sponsor. Le persone si radunano affascinate di fronte a queste magnifiche immagini, visitandole ad una ad una. Alcune di queste figure sono animate ed includono un gioco con musica e dialogo.
In Sri Lanka la festa Vesak è significativa perché è una festa nazionale e le celebrazioni iniziano molti giorni prima della festa. Le principali città sono sempre i luoghi meglio decorati e addobbati e la capitale, Colombo, è una delle aree più visitate. Masse di persone affollano questi luoghi, provenendo da tutte le parti dell’isola. Soprattutto la sera le persone escono per vedere le celebrazioni, molte di loro camminano a lungo per ammirare le lanterne e le immagini, per comprare souvenir, cibo e bevande. Ci sono anche piccoli gruppi di persone che approntano bancarelle di bevande sulla strada e forniscono bevande gratis ai passanti.

Tutti questi festeggiamenti, l’accensione di lumi, candele, lanterne, lo sventolio di bandiere, le processioni, gli spettacoli, i canti, la liberazione di uccelli, ecc., non modificano però il senso profondamente sacro della festa. La gente si veste assai sobriamente e di bianco, le donne non indossano gioielli né si truccano e dopo il pasto di mezzogiorno nessuno assume più cibo solido, alla maniera dei monaci. Vengono recitati sutra e cantate fino a notte fonda strofe pronunciate dal Buddha, e ovunque nei templi le persone si raccolgono in meditazione.

Infatti, l’insegnamento lasciato dal Buddha è di renderli omaggio non tanto con fiori, incensi e candele, quanto piuttosto attraverso la messa in pratica dei suoi insegnamenti.
Ed è questo che fanno i buddisti durante il Vesak, rinnovano il loro impegno a seguire una vita nobile, a purificare la loro mente, a praticare l’amore compassionevole e a portare pace ed armonia all’umanità.

In Italia,
tutti i centri aderenti all’UBI (Unione Buddista Italiana insieme anche ad altri centri buddisti italiani) si sono accordati per semplicità di celebrare il Vesak l’ultimo fine settimana di maggio.
Viene celebrato con una cerimonia religiosa condotta dai rappresentanti delle diverse scuole buddiste presenti sul territorio italiano.
Inoltre, ogni anno, in occasione del Vesak, viene organizzato un meeting su un determinato tema, con il contributo di esponenti di tutte le scuole, manifestazioni artistiche e insegnamenti spirituali.
È un momento di incontro tra i vari Centri e le rispettive comunità di praticanti, un’occasione di preghiera comune e di studio ed approfondimento del Buddismo e delle sue relazioni con la società italiana.
È una festa che va ben oltre le barriere religiose rappresentando un’opportunità di maggior connessione con se stessi e con ciò che ci circonda, ed è per questa ragione che l’evento è aperto a tutti senza alcuna distinzione.

CHI SONO IO…BABBO NATALE?

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In questi giorni mi sono chiesta se la gente sa veramente chi è e cosa fa l’infermiere. Ho letto di un’associazione nata da poco tempo ma che opera da diversi anni nel territorio di Monza, di nome NURCITY – gli infermieri incontrano la città (chi volesse saperne di più può visitare il sito internet http://www.nurcity.it) che si prefige come obiettivo quello di far conoscere questa professione alla società, soprattutto ai ragazzi delle superiori, in modo da poter orientare meglio quelli che un giorno potrebbero essere gli infermieri di domani. Un’ottima iniziativa, e dovrebbero essere molte di più le iniziative di questo genere per poter far conoscere alla gente quello che realmente fa un infermiere, cosa rappresenta nella realtà sociale e sanitaria di oggi, non più il lava padelle o lo “spala merda” di un tempo, ma un vero professionista responsabile della salute dell’uomo e della società.
Su questo neanche il nostro caro Collegio ci da una mano con definizioni scarne e di poco impatto sociale, infatti il nuovo codice deontologico del 2009 definisce l’infermiere come il professionista sanitario responsabile dell’assistenza infermieristica, e cosa sarebbe questa assistenza infermieristica?? Io che sono infermiere lo so, ma chi non è del settore, un comune cittadino che vuole sapere cosa sia un infermiere oggi e si trova davanti a questa definizione riesce a comprendere cosa è e cosa fa l’infermiere??
Così all’art. 2 del suddetto codice si da una spiegazione di cosa sia questa così importante assistenza infermieristica: “L’assistenza infermieristica è servizio alla persona, alla famiglia e alla collettività.Si realizza attraverso interventi specifici, autonomi e complementari di natura intellettuale, tecnico-scientifica, gestionale, relazionale ed educativa.” tutte grandi parole…ma stringendo, venendo al nocciolo della questione, cosa è questa assistenza infermieristica?
Non è una definizione che riesce a spiegare il processo di anni ed anni di cambiamenti.
L’infermiere è colui che ti accoglie quando entri in ospedale, che ti da un letto rifatto ogni giorno, che veglia su di te quando dormi e quando tutto il resto del mondo dorme, che ti distribuisce il vitto, ti accudisce, coglie ogni cambiamento del tuo stato di salute o emotivo, che corre quando tu chiami, è colui che si fa carico di tutto il lavoro della corsia anche con uno stipendio che è uguale a quello di un portantino, che ricorda al medico chi sei e cosa hai e cosa hai in programma di fare, ma soprattutto è colui che conosce il tuo nome a volte anche la tua storia e le tue confidenze, per lui non sei un drg stampato su un foglio che porta guadagno.
Senza di lui non prenderesti le medicine, non faresti prelievi, non metteresti flebo.
Quando manca il personale di supporto si fa anche da personale delle pulizie, centralinista, elettricista, idraulico, segretaria e caposala.
Senza di lui il medico non saprebbe dove mettere le mani in reparto, dove prendere le informazioni sulla tua salute, dove trovare fogli, cartelle cliniche e i vari strumenti di cui hai bisogno durante il tuo ricovero.
Se c’è uno sciopero c’è sempre un infermiere che è precettato per poter correre in caso tu avessi bisogno di aiuto e organizza tutta la giornata come un normale giornata lavorativa e non solo le urgenze!!
L’infermiere è anche colui al quale non viene riconosciuto il lavoro usurante, non vengono pagati gli straordinari, non ha il personale di supporto che lo aiuta in quei compiti che può delegare, al quale gli viene bloccato lo stipendio per i prossimi tre anni, che viene classificato come “fannullone” da Brunetta quando invece si fa in quattro per far quadrare tutta la sanità ospedaliera e fa turni massacranti perchè la nuova finanziaria non rimpiazza gli infermieri mancanti.
Se volete l’infermiere è anche colui che se gli metti una scopa nel culo ti pulisce anche i pavimenti, ma per il codice deontologico è solo il responsabile dell’assistenza infermieristica.