Archivio mensile:febbraio 2012

LE DIMENSIONI DELL’AMORE (OSHO)

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Una è la dipendenza, nella quale vive la maggioranza della gente. La moglie dipende dal marito, il marito dipende dalla moglie: si sfruttano e si dominano a vicenda, si possiedono a vicenda e riducono l’altro ad una merce. Questo è ciò che accade nel mondo nel 99% dei casi. Ecco perché l’amore, che dovrebbe aprire le porte del paradiso, apre soltanto le porte dell’inferno.

La seconda è l’indipendenza. Questo accade una volta ogni tanto. Ma anche questa possibilità porta infelicità, perché il conflitto è costante. Nessun accordo è possibile: entrambi sono assolutamente indipendenti e nessuno dei due è pronto a scendere a compromessi. Essi danno libertà all’altro, ma essa è più simile all’indifferenza che alla libertà. Entrambi vivono nei propri spazi e il loro rapporto sembra solo superficiale. Entrambi hanno paura di penetrare la profondità dell’altro, perchè entrambi sono più attaccati alla propria libertà che non all’amore.

La terza possibilità è l’interdipendenza. Accade assai raramente, ma ogni volta che accade, una parte di paradiso cade sulla terra. Accade tra due persone: né dipendenti, né indipendenti, ma in profonda sincronia tra loro; come se respirassero uno per l’altra, un’anima in due corpi: ogni volta che accade, accade l’amore.

SOLO IN QUESTO CASO E’ AMORE.

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ODIO I LUNEDI……….

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Come diceva una vecchia canzone del buon vecchio Vasco Rossi: Odio i lunedi.

La giornata inizia alle 5 e 45, suona la sveglia e inizia un nuovo giorno di lavoro, ma non un giorno a caso, il LUNEDI.

In rianimazione non c’è domenica che tenga, tutto sussegue allo stesso ritmo anche nei giorni di festa, ma c’è una differenza cruciale tra la domenica ed il lunedi mattina, e quella differenza ha un nome e un cognome, ma soprattutto un soprannome: SANS!!!!!

Il nostro amato Sans, che riprende la  solita postazione tutti i giorni (tranne la domenica) alla stessa ora con la stessa tazza di Orzo, con il solito “Buondi…forse”, se in turno con lui c’è la “Signora” e che inizia le sue pratiche di ricerca della spillatrice e del prontuario farmaceutico che qualche infermiere sbadato non ha riposizionato nella stessa identica posizione del sabato.

Tutto inizia così e una ad una il nostro Sans sfodera tutte le sue cartucce.

Lunedi è il Sans day, dove Tac, fibroscopie, urgenze, sedute operatorie e “interventi a cuore aperto” prendono vita, ma non uno alla volta, bensì tutti assieme. E’ il giorno degli rx torace a tutti i pazienti presenti, anche al signore del letto 10 che si è simpatico, ma pesa pur sempre 120 kg e per quanti toraci ha fatto ormai brilla di luce propria.

Quindi stamattina parto dea casa con il solito magone di chi sa benissimo che sarà una giornata di merda. Esco dal portone, macchina ghiacciata, ma tanto è lunedi, non poteva essere altrimenti. Mi fermo a mettere benzina e non mi riparte la macchina, attacco i cavetti all’auto del gentile benzinaio e riparto essendo sempre più consapevole che la giornata è iniziata proprio come immaginavo.

Arrivo in reparto con 20 minuti di ritardo… Sans è in ferie…ma alla mia felicità iniziale subentra il terrore.

Sans il lunedi è insfangabile, ma Gatta al suo posto lo è molto di più

AIME’

Tent l’han tacca!!!

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Ieri un mio collega mi ha citato questa famosa espressione dialettale del film Amarcod di Fellini…tranquilli non attacca, e invece fu l’anno del nevone del 1929 dove Rimini venne sommersa dalla neve. Ecco, questo è quello che è successo anche ora, a distanzi di diversi e diversi anni…

Io abito nell’entroterra Riminese, quelle belle collinette che si stagliano sopra il mare dove vedi la costa da Gabicce a Forli…paesaggio stupendo, clima dolce (tranne qualche bufera ventosa ogni tanto), lontano dalla confusione estiva ma vicino per godersi qualche giornata di mare in tranquillità anche fuori stagione…beh, oggi il mare non si vede, a dir la verità non si vede neanche la strada di fronte casa mia perchè coperta da un cumulo nevoso bianco denso e freddo.

Odio la neve, l’ho sempre odiata, fin da bambina quando abitavo nella Valle Santa, che santa poi non è visto il clima e dove la neve era all’ordine degli inverni, mentre ora li di neve neanche l’ombra, qui da me un metro e passa.

Ieri mi sono avventuarata al lavoro, o meglio sono andata fuori orario lavorativo al Ceccarini per un summit con il signor Innovian (che altro non è che l’ingegnere che ci sta dando una mano per progettare la cartella informatizzata), pioveva che buddha la mandava e alle 13 e 30 mi sono riavventurata verso casa e man mano che salivo la situazione peggiorava: da pioggia a acqua e neve, nevischio nevicata per finire con secchiate di neve.

Lasciata la macchina in fondo alla salita di casa, visto che più in su la mia honda jazz dotata di gomme termiche non ha potuto portarmi, mi sono incamminata per quei pochi metri, a piedi, con l’aria gelida mista a neve che entrava e bruciava nei polmoni e mi chiedo come facciano gli scalatori a sopportare certe temperature perchè era come respirare fuoco!!

In sostanza dopo essere entrata in casa, tolto tutto il bagnato e riscaldata, dopo pochi minuti mal di gola e raffreddore.

Ha nevicato tutto ieri e stamattina ci siamo svegliati così

Erano giorni che dicevo che avrebbe fatto tanta di quella neve che ci avrebbe fatto rimanere a casa…ma tutti mi dicevano ma va là tent l’han tacca!